Tradurre la truffa: una lettera da Faligi Editore

 vocabolari.jpgTraduttori, o per lo meno presunti o aspiranti tali. Linguisti… Siamo carne da macello. Non bastano contratti ridicoli, paghe da terzo mondo, incarichi umilianti pur di racimolare qualcosa; ad alcuni di voi, come è capitato più volte al sottoscritto, saranno state fatte proposte a dir poco straordinarie nell’essere, (le chiamerei indecenti) da parte di supposte case editrici, per collaborare con loro.

In questi giorni mi è giunta  un e-mail della Faligi Editore di Aosta, che in maniera professionale segnala che sta selezionando dei traduttori per la propria attività.

Tuttavia la missiva anziché parlare delle competenze richieste, inizia a introdurre la necessità di partecipare ad un seminario: “Gli aspiranti traduttori partecipano al corso di formazione aziendale, “Il traduttore letterario”, che è un momento d’incontro con la realtà editoriale della Casa Editrice, ma anche una modalità di avvicinamento al mondo dell’editoria”.

Attività interessante, se non fosse il corso un mix di tutto un po’, o meglio nulla, visto che tutti gli argomenti dovrebbero essere trattati in tre ore (ometto per rispetto i docenti indicati dal virgolettato):  “Gli argomenti trattati sono: 1) i titoli delle pubblicazioni editoriali in formato elettronico e cartaceo del catalogo della Casa Editrice, 2) le   norme redazionali Faligi, cenni sul diritto d’autore e del traduttore), 3)  la traduzione letteraria, il racconto e il romanzo. 4)  Giochi di parole e Traduzione.  4) intervento specifico per i madrelingua esteri; cenni  sulla traduzione dalla lingua italiana alla lingua  inglese e tedesca. 5) l’intervento che mira a dissipare i tanti dubbi di quanti si avvicinano  per la prima volta al mondo della traduzione  letteraria, 6) spunti e consigli mutuati dall’esperienza  maturata per partire col piede giusto”.

I dubbi sulla qualità della proposta, se già non hanno attecchito nel leggere l’ambiguo programma del seminario,  però iniziano a diventare macigni quando si capisce che il seminario non è rivolto solo a dei professionisti, ma vuole dare un’opportunità anche a persone madrelingua o che abbiano soggiornato all’estero e studenti universitari. Insomma a chiunque possa essere vagamente interessato.

La certezza è infine data dall’esorbitante richiesta di 168 euro (iva compresa) per partecipare al seminario che dovrebbe introdurre test di valutazione della Casa Editrice nella speranza di essere selezionati per collaborare con loro.

Poco importa che non si chiami Mondadori ma che replichino l’attività in sei città sparpagliate per l’Italia come se dovessero reclutare un esercito di traduttori.

Va da sé (come conferma una veloce ricerca in internet) che la proposta sembra configurarsi a tutti gli effetti come un truffa, lanciata in bocca ai più o meno disperati ambiziosi letterati in lingue straniere che vorrebbero riuscire a lavorare dignitosamente con il loro studio, mentre la società e le aziende culturali italiane continuano a servire solo ossi spolpati.

http://nopeanuts.wordpress.com/2011/10/19/ci-vorrebbe-una-legge-faligi/

http://segnodicaino.blogspot.it/2010/07/faligi-editore-linculata-rampante.html

http://ironicamenteparlando.wordpress.com/2011/06/08/faligi-editore-a-translators-stairway-to-hell/

 

Tradurre la truffa: una lettera da Faligi Editoreultima modifica: 2013-10-18T01:10:00+02:00da marcutioo
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