Dimenticanze.

P25_aprile.jpgartendo dalla questione del 25 Aprile mi permetto una piccola riflessione sulla vicenda politica che stiamo vivendo.
Come ogni anno, ne più ne meno, vedo dai giornali che ci sono le solite rumorose polemiche sui festeggiamenti. A Bergamo c’è chi contesta il Sindaco Franco Tentorio di essere fascista (lo è lo si sa) perché presenzia alle manifestazioni in qualità di rappresentante della città, senza poi dire quali sarebbero le contestazioni se invece non vi presenziasse.
Poi ci sono le sparate di Beppe Grillo, che sottolinea la morte dei valori del 25 Aprile con questo previsto governo da grande coalizione omnicomprensiva sembra aver confuso le parti tanto care ai partigiani.
Pur concordando con il buon Beppe nazionale che a volte le festività possono essere festeggiate interiormente, e non con lo sfarzo e l’ostentazione spesso ipocrita con cui generalmente una festa ufficiale si realizza, ne dissento invece sulla libertà. E’ giusto che ognuno a modo suo festeggi la festa della Liberazione e quindi della Libertà. Sostenere il contrario sarebbe un ossimoro.
Celebrare la memoria serve forse a poco, ma meglio poco che nulla, meglio rileggersi qualche pagina di storia piuttosto di giocare ad una slot machine.
Del resto la memoria oramai è tanto corta che non badiamo più nemmeno a quella recente, o recentissima. Di politici che un giorno sostengono una causa e il giorno dopo sposano la causa opposta. E il popolo dimentica, omette, giustifica e perdona.
 Così in pochi forse ricordano che Silvio Berlusconi era al governo, è stato fatto dimettere per un’infinità di motivi. Questo non è accaduto vent’anni fa, ma non più lontano del dicembre 2011.
Così gli italiani dimenticano che lo stesso Berlusconi ha sostenuto il governo di Mario Monti, proposto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un governo sostenuto anche dal Partito Democratico, ma che è stato fatto crollare ancora una volta in modo anticipato dallo stesso Berlusconi, incapace di sostenere un Governo che in chiusura di mandato avrebbe dovuto affrontare nodi evitati sino ad allora per tenere in piedi la fragile alleanza. Nel nostro viaggio nella memoria occorre ricordarsi che questo avvenne solo pochi mesi fa.
Comprendere cosa sia cambiato in pochi mesi, con i medesimi attori ancora a proporre un’identica alleanza, in questo caso che intende essere duratura è veramente difficile, a patto non avere memoria della storia recentissima.
 Così forse anche i militanti e gli  elettori del Partito Democratico hanno perso la memoria, e sono già convinti che il loro leader attuale Enrico Letta sia l’uomo vincente, ma forse hanno scordato che per i loro principi democratici avevano messo in moto quell’incredibile apparato democratico, che democraticamente aveva sancito come loro leader Pigi Bersani, e come seconda punta Matteo Renzi. Poco conta che Bersani sia stato pugnalato da qualcuno al loro interno che fingono di non conoscere. Renzi astutamente si è fatto scavalcare nelle gerarchie dal’ombra oscura di Letta per mantenersi vergine da questo stupro politico. Forse nemmeno servirebbe, tanto nel tempo di una campagna elettorale avrebbe potuto ripresentarsi immacolato. Nessuno se lo sarebbe ricordato.
 Del resto nessuno nel PD si ricorda che per vent’anni il nemico è stato Berlusconi. Oggi il nemico è invece Beppe Grillo, un comico che facendo ironia, portando idee estreme e aizzando le folle ha in pochi mesi guadagnato un consenso che i partiti storici possono mantenere grazie alle loro secolari strutture. E così imperversano anche in Facebook, attacchi ironie sul “capo-comico” genovese, per distogliere l’attenzione, e la memoria a breve termine dal loro fallimento. Si parla delle gaffes a raffica del Movimento 5 Stelle, del “totalitarismo” di Grillo. Almeno Grillo è il leader riconosciuto del Movimento, mentre purtroppo i membri del Partito Democratico hanno un leader che non hanno nemmeno eletto.
Si parliamo di Grillo, per non prestare attenzione all’incesto di Montecitorio, un po’ come Berlusconi parlava di ICI per non dare attenzione ai festini di Arcore. Tanto domani gli italiani avranno già scordato, e festeggeranno uniti da parole vuote la Festa del Lavoro.
Da disoccupati.

Dimenticanze.ultima modifica: 2013-04-27T12:56:00+02:00da marcutioo
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