Renzate o Bersanate? Democrazia o spot elettorale?

 a.jpgVoglio dire la mia sulla questione delle primarie del PD. Ne parlano tutti e da osservatore esterno mi trovo appassionatamente coinvolto nel dibattito feroce tra Renziani e Bersaniani. Innanzitutto mi occorre fare un paio di premesse.

Prima premessa: ho massima stima in tutti quei volontari di base che nelle primarie credono ed hanno investito passione ed energia.

Seconda premessa: non ho votato e non voterò alle primarie che reputo più una spettacolare trovata elettorale più che un reale processo democratico.

E’ indubbio che il voto è sempre democratico, e mi auguro che lo sia stato nel momento in cui il PD internamente ha scelto di candidare come proprio leader di governo Bersani. Tuttavia a in realtà le primarie si occupano di una democrazia interna ad un centrosinistra indiscutibilmente polarizzato dal PD.

Senza la variabile impazzita chiamata Renzi, le primarie sarebbero state un insignificante plebiscito a Bersani, con tanti saluti all’appassionante ballottaggio che sta animando il Paese in questi giorni. Certamente si sarebbe celebrata la nobile disponibilità a mettersi in gioco del PD; si sarebbe messo al suo posto Vendola ed eventuali piccoli pesci affamati di gloria, ed infine si sarebbe glorificato agli occhi dell’opinione pubblica un Bersani forte dei milioni di voti dei partecipanti. Al massimo sarebbero stati messi in discussione i numeri dell’affluenze, pompati dagli organizzatori delle primarie, snobbati dalle altre forze politiche, così come avviene costantemente per ogni manifestazione di piazza.

La presenza di Renzi ha però trasformato la manifestazione di piazza in una reale competizione politica. Un personaggio scomodo, non allineato che a parole e in impegno (personale ed economico) a queste primarie ci ha creduto davvero.

Al di là di come andrà a finire il ballottaggio (a mio parere Renzi non ha serie possibilità di vittoria) la ventata di Renzi ha scoperto il bell’abito delle primarie mostrandone la sostanza con le potenti leve del PD a governare il tutto.

Mi basta guardare la bacheca di Facebook per capire come i diversi militanti dell’apparato del PD che conosco, sono fedelmente a seguito del proprio leader nominato Bersani, mentre Renzi ha calamitato l’attenzione di personaggi, attori politici e semplici cittadini più o meno appassionati di politica, che gravitano nel PD per affinità ma non per credo, ex PD delusi, oppure coloro che si sentono nella sfera del centrosinistra senza riconoscersi espressamente in un partito. E’ vero inoltre che Renzi ha sviluppato un’attrazione anche nei confronti di gente di colore molto diverso da quello del PD proprio perché ne rappresenta finalmente una discontinuità.

Insomma Renzi forse col PD non c’entra nulla ma probabilmente senza il PD e le primarie altrettanto nulla egli sarebbe. Tuttavia credo che i militanti “fedeli alla linea” del PD debbano chiedersi perché solo un uomo nuovo abbia portato una reale freschezza e interesse alla loro proposta politica. Nel caso paradossale che vincesse Renzi, questultimo potrebbe guidare un apparato che lo critica e lo avversa apertamente?

La risposta a un esterno come il sottoscritto parrebbe semplice: Il PD non è realmente pronto a una primaria di questo tipo, e seguire un leader non prodotto dal proprio vivaio.

Credo che il vecchio partito debba essere ripensato, la politica stessa debba essere ripensata, in nome di una democrazia in cui le idee e gli individui diventino i protagonisti e non solo l’appartenenza  da ultras a un determinato colore. E questo dovrebbe valere per ogni formazione politica se vuole scardinare i logori rapporti di potere che hanno portato al declino un paese ricco di risorse come l’Italia.

Ma la domanda è: queste formazioni politiche, lo vogliono? o meglio: possono permettersi di volerlo?

 

Renzate o Bersanate? Democrazia o spot elettorale?ultima modifica: 2012-11-30T20:04:00+01:00da marcutioo
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