Delocalizzione. Gli industriali se ne lavano le mani?

DYNXPDOC_1_1362.gifDa sempre sono stato contrario alla delocalizzazione, che incrocia da una parte sfruttamento dei paesi sottosviluppati con bassi salari e pochi controlli, mentre dall’altro penalizza i ceti operai e impiegatizi italiani che si vedono privati del lavoro, tutto a vantaggio dell’industriale.

Condivido che sia un diritto di libertà quello di decidere di aprire un impianto industriale in un paese che lo rende vantaggioso.
Però che mi si venga a dire da chi gli incentivi li ha presi sono ad oggi, che la politica degli incentivi e disincentivi è antindustriale, mi pare decisamente ipocrita.

http://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=31777

Quantomeno questo è quanto appare evidente dalle parole presidente orobico di Confindustria Mazzoleni.

Certamente Confindustria difende giustamente i propri interessi, dando voce alla propria posizione.

Se per lungo tempo gli industriali italiani hanno contribuito a far crescere l’Italia, nondimeno grazie alle politiche di incentivo e di ammonizzazione sociale come la cassa integrazione, hanno potuto far fruttare i propri interessi oltre i propri meriti.
Purtroppo ora tali interessi non concordano più con il benessere degli italiani, quindi reputo giusto ogni intervento che tenda a migliorare la qualità e la produttività dell’industria italiana in Italia e nel contempo tuteli l’operaio o l’impiegato italiano.

In tale senso assolutamente comprensibile il recente intervento degli Stati Uniti che dichiarano una guerra commerciale alla Cina per tutelare la propria ripresa.
http://www.repubblica.it/economia/2010/09/30/news/yuan_usa-7567158

Come la delocalizzazione stia portando al collasso del sistema Italia basta vedere alcuni articoli che ho preso quasi a casaccio.
L’uno datato 2003 vede i nostri imprenditori portare orgogliosi in Cina i telai e le linee produttive (Promatech), convinti di un mercato tessile assai redditizio in oriente.
http://archiviostorico.corriere.it/2004/maggio/27/Lombardia_esportazione_Cina_facciamo_squadra_co_5_040527020.shtml

Peccato che solo cinque anni dopo, la crisi del meccano tessile porta nella stessa Promatech alla chiusura di stabilimenti:
http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=2206

Per un settore che continua a piangere miseria con casse integrazione pagate dai cittadini italiani.
http://rassegna.provincia.bergamo.it:81/Articles/20100715/Art00009_20100715.htm


Ovviamente società come la la Promatech e il gruppo Radici fanno massicciamente parte di Confindustria.http://www.unindustria.bg.it/s/guidaservizi/pag/assetto.jsp

Delocalizzione. Gli industriali se ne lavano le mani?ultima modifica: 2010-09-30T19:31:00+02:00da marcutioo
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento